Perde le braccia, i medici le riattaccano
5 Ottobre 1998Perde un braccio in un incidente glielo riattaccano e torna normale
4 Dicembre 2012Torino, al CTO l’intervento su un uomo che ha cercato di suicidarsi buttandosi sotto un treno. Tornerà a camminare.
Le gambe mozzate di netto, sotto il ginocchio, dalle ruote del treno sotto il quale si era gettato per farla finita. G.C., di 40 anni, di Novara, si è miracolosamente salvato dal tentativo di suicidarsi. E fra qualche mese tornerà a camminare con le sue gambe grazie ad un eccezionale intervento chirurgico durato, in due fasi, dodici ore. A riattaccargli gli arti è stato il Gruppo interdivisionale di microchirurgia del Cto di Torino coordinato da Paolo Gallinaro e diretto, in sala operatoria, da Italo Pontini. L’ uomo lunedì mattina ha cercato di togliersi la vita buttandosi sotto un treno e, malgrado la disperata frenata del macchinista, le ruote della motrice gli hanno tranciato entrambe le gambe. E’ stato immediatamente soccorso e portato con un elicottero al Cto del capoluogo piemontese. La gamba destra tagliata di netto è stata trasportata in una borsa frigorifera, la sinistra era ancora attaccata ad un lembo di pelle. Al Cto di Torino l’ uomo è giunto ancora cosciente. A riceverlo, il primario di anestesia, Antonio Miletto. “Era sveglio – ha ricordato il dottor Miletto – parlava, si lamentava per il forte dolore, ma non ha voluto, nonostante qualche nostra domanda, parlare di ciò che gli era successo”. L’ eccezionale operazione è iniziata alle 15,30 di lunedì. In sala c’ erano i microchirurghi Italo Pontini, Ugo Bertoldo (chirurgo vascolare), Bruno Battiston e Sard Armand, l’ anestesista Miletto e altre dieci persone tra infermieri e personale medico. Il delicatissimo e raro intervento (è il secondo che avviene in contemporanea ad entrambi gli arti inferiori), è per il momento riuscito. Per prima cosa, sono stati “limati” i due monconi della gamba destra per ripulirli delle parti spappolate. Quindi, è stata completata l’ amputazione dell’ arto sinistro che era ancora attaccato da un lembo di pelle non irrorato da sangue. Durante questa fase, le gambe sono state “accorciate” di sei centimetri. Subito dopo sono intervenuti gli ortopedici che hanno lavorato per stabilizzare i due monconi della tibia innestando sull’osso uno speciale attrezzo composto da 4 viti e una staffa esterna. Quindi è stata la volta dei chirurghi che hanno suturato i muscoli del polpaccio. Subito dopo sono intervenuti i microchirurghi che hanno ricostruito i vasi sanguigni: prima le arterie tibiali anteriori e posteriori, poi le vene safene grande e piccola e due vene superficiali sottocutanee. Una volta ripristinato il circolo sanguigno arterioso e venoso, sono intervenuti gli specialisti che, armati di microscopio, hanno riattaccato il nervo tibiale posteriore che garantirà la futura mobilità e sensibilità del piede. Secondo i medici, se non insorgeranno complicazioni (molto temute le infezioni), l’uomo potrebbe recuperare il 60% delle funzioni. Ieri mattina, alle 9, l’ operazione è ripresa. Il paziente è stato riportato in sala operatoria per una revisione (questo è il termine tecnico), della sutura della gamba destra, quella completamente amputata. Non era perfettamente funzionante, infatti, la circolazione venosa. I chirurghi, dopo aver riaperto la ferita, hanno rifatto la sutura di alcuni vasi. L’ intervento, particolarmente impegnativo (G.C. se tutto va bene tornerà a camminare fra otto mesi), non è il primo del genere ad essere effettuato al Cto. Tre anni fa, con un analogo intervento bilaterale in contemporanea, furono reimpiantate, a un trentenne, le gambe completamente tranciate in un incidente stradale. Qualche tempo dopo stessa sorte toccò ad un venticinquenne. Nell’ottobre scorso, infine, ad un giovane trentino di 22 anni, furono riattaccate, con successo, le braccia.
Fonte:
Alberto Custodero
LA REPUBBLICA 17 Marzo 1999


