Le pseudoartrosi è la mancata consolidazione di una frattura, cioè l’assenza della formazione di un adeguato callo osseo. Si verifica raramente nelle fratture della testa dell’omero; più frequentemente si riscontra nelle fratture della diafisi omerale o della clavicola. Può svilupparsi sia in frattura trattate conservativamente che chirurgicamente, come conseguenza di un cattivo apporto vascolare, di un’inadeguata stabilità della frattura, di un’infezione o di altri fattori.

Sintomi

La sintomatologia è variabile. Alcuni pazienti sono asintomatici, altri hanno mobilità preternaturale e dolore nella sede di mancata guarigione della frattura. Nel caso di pseudoartrosi infette possono essere evidenti anche i sintomi legati alla flogosi.

Diagnosi

La conferma della pseudoartrosi dev’essere eseguita tramite radiografia della spalla, che conferma la mancata formazione del callo osseo a distanza di almeno 6 mesi dalla frattura (in caso contrario si potrà parlare solo di ritardo di consolidazione). L’esame TC consente un miglior studio della zona di pseudoartrosi, per valutare la discontinuità e la qualità dell’osso, in previsione di un trattamento. Talvolta si può ricorrere ad un’ecografia con mezzo di contrasto o ad una RM per valutare il processo di formazione del callo osseo o del processo infettivo. Nel caso di sospetta infezione si può, in casi selezionati, eseguire una scintigrafia ossea con leucociti marcati.

Trattamento

Il trattamento può essere conservativo in alcuni casi, soprattutto pazienti anziani asintomatici e/o con scarse richieste funzionali. Può essere utile l’applicazione di campi elettromagnetici pulsati (CEMP) per un periodo più o meno prolungato, soprattutto in caso di ritardo di consolidazione. Nel caso di PSA infette è imprescindibile l’utilizzo di antibiotici e.v. per un periodo prolungato.

Nella maggior parte dei casi è necessario però un trattamento chirurgico.

Molto utilizzata, nelle PSA asettiche, è l’iniezione locale di sostanze che stimolino la guarigione ossea (cellule staminali prelevate dal sangue o dal midollo ed opportunamente trattate, fattori di crescita, ecc).

L’intervento chirurgico consiste nella rimozione di eventuali mezzi di sintesi, del tessuto non guarito (cruentazione del focolaio di pseudoartrosi), nell’apposizione di un innesto osseo prelevato dal paziente stesso (con o senza apporto vascolare) e nella sua fissazione (solitamente con delle placche a stabilità angolare). Se la pseudoartrosi è infetta si esegue solitamente un intervento in 2 tempi (pulizia e successiva ricostruzione a distanza di qualche mese per bonificare il terreno).

Il recupero post-operatorio

Il post-operatorio prevede un lungo periodo di immobilizzazione, che consenta la consolidazione dell’osso e l’integrazione dell’innesto. L’arto operato verrà messo a riposo in un tutore. La fisioterapia assistita inizia dopo un tempo variabile ed è un aspetto fondamentale per una buona riuscita dell’intervento. Il primo obiettivo dei terapisti della riabilitazione è il recupero passivo del movimento della spalla. Nei mesi a venire verranno incoraggiati sempre più esercizi complessi e contro resistenza per recuperare movimento, forza e coordinazione.

Buy now