Cos’è la pseudartrosi?
La pseudoartrosi è una complicanza tardiva delle fratture. La guarigione, quindi la consolidazione delle fratture, prevede la formazione di callo osseo che si presenta normalmente a circa 6 mesi dal trauma. Nel caso in cui questa condizione non si verifichi, allora si ha pseudoartrosi.
Quali sono i sintomi della pseudoartrosi?
La mancata consolidazione della frattura portano la perdita della normale resistenza meccanica del segmento scheletrico, con quadri clinici di diversa gravità a seconda della sede interessata. Si verificano spesso, dolori persistenti, scrosci articolari, motilità preternaturale e in alcuni casi si verifica arrossamento della cute e febbre.
Quali sono le cause della pseudoartrosi?
L’esatta causa alla base della pseudoartrosi non è nota. Ci sono pero fattori locali e fattori generali (sistemici) che possono favorirne lo sviluppo. Tra i fattori locali abbiamo ad esempio una predisposizione anatomica per la tipologia della vascolarizzazione dell’osso interessato, l’infezione del focolaio di frattura, piuttosto che un trattamento (sia esso chirurgico o meno) non adeguato; tra le cause meno specifiche abbiamo invece l’età del paziente, la cattiva alimentazione, il consumo di alcol, il fumo e l’iperparatiroidismo.
Per quanto riguarda l’arto superiore l’osso più predisposto a sviluppare pseudoartrosi è lo scafoide.
Qual è il trattamento per la pseudoartrosi?
Nelle fasi iniziali di pseudoartrosi (ritardo di consolidazione) si consiglia la magneto terapia. Spesso la pseudoartrosi richiede però un intervento chirurgico. La funzione di questo è quello di asportare il tessuto (osso) patologico e creare delle condizioni che favoriscano la guarigione della frattura. Il tessuto rimosso viene sostituito con un innesto osseo (possibilmente prelevato dal paziente stesso) e fissato con mezzi di sintesi.
FOCUS ON - PSEUDOARTORSI di SCAFOIDE
Come anticipato la pseudoartrosi di scafoide è una complicanza tardiva che si verifica in caso di frattura. Nella pratica clinica può risultare difficile determinare dalle radiografie iniziali la presenza di frattura, inoltre la particolare vascolarizzazione dello scafoide fa sì che in caso di frattura, anche se adeguatamente diagnosticata e trattata, la consolidazione avvenga molto lentamente e in alcune situazioni non si verifichi affatto.
Le fratture maggiormente a rischio di pseudoartrosi sono le fratture del polo prossimale, in quanto in quell’area dell’osso l’apporto di sangue è molto ridotta.
Non infrequente è il riscontro occasionale della pseudoartrosi. Spesso succede che un primo trauma al polso provochi una frattura non tratta perché non diagnosticata, o in alcuni casi neanche indagata. Un secondo trauma che provoca comparsa di dolore porta a eseguire indagini dalle quali si può evidenziare una frattura di vecchia data non consolidata.
Conseguenza della pseudoartrosi è la progressiva deformità dello scafoide con perdita della sua altezza. La normale anatomia del carpo viene quindi sovvertita portano nel tempo una progressiva artrosi carpale. Sarà quindi necessario eseguire TC e RMN per studiare la deformità e la vitalità dei frammenti dello scafoide e programmare un intervento chirurgico.
L’intervento chirurgico prevede la rimozione del tessuto necrotico, l’apposizione di innesto osseo e un’osteosintesi. Questa può essere eseguita con fili di Kierschner, vite o mini placche. L’innesto osseo oltre a sostituire l’osso necrotico, fornisce uno stimolo biologico per la guarigione e restituisce altezza allo scafoide. Negli anni sono stati proposti diversi tipi di intervento chirurgico per ottenere un innesto osseo. Questo può essere prelevato dalla cresta iliaca del paziente oppure del radio. Il chirurgo viene guidato nella scelta a seconda delle dimensioni dell’innesto necessario e dalla qualità dell’osso dello scafoide riscontrata alla risonanza magnetica. Nel caso si prelevi da cresta iliaca, nei primi giorni post operatori, potrebbe essere necessario l’utilizzo di stampelle. È prevista inoltre un’immobilizzazione del polso per qualche settimana dopo l’intervento chirurgico e verranno eseguite RX periodiche per monitorare la guarigione dell’osso.

