I tendini flessori e le modalità di lesione

I tendini flessori decorrono dai muscoli dell’avambraccio alle dita. Ogni dito lungo ha 2 tendini flessori: il tendine flessore superficiale (FSD) che piega il dito nel palmo della mano ed il tendine flessore profondo (FPD) che piega l’ultima falange (la punta del dito). Il pollice ha 2 tendini flessori: il tendine flessore breve (FBP) che piega il pollice verso il palmo ed il tendine flessore lungo (FLP) che piega la punta del dito (seconda falange) ed è fondamentale per rendere possibile la pinza con le dita lunghe.

I flessori percorrono un canale di scorrimento che è rinforzato da un sistema di pulegge (Fig.1).

Fig.1

Un taglio a livello del polso, del palmo della mano e delle dita può interessare i tendini flessori ed a volte anche importanti strutture vascolari e nervose. Quando si tagliano, i tendini flessori si comportano come un elastico e le 2 estremità si allontanano una dall’altra. Poiché la maggior parte delle lesioni da taglio si verifica mentre le dita sono piegate per la presa di un oggetto, le estremità tendinee tagliate si allontanano ancora di più quando il dito si estende di nuovo (Fig.2).

Fig.2

A seconda della sede del taglio, possiamo avere la lesione di uno o entrambi i tendini, pertanto il dito può mantenere la capacità di piegarsi parzialmente, oppure ci può essere una lesione parziale per cui il dito inizialmente si piega e solo qualche giorno dopo perde tale capacità per rottura secondaria.

Ci possono anche essere lesioni dei tendini flessori in assenza di ferite, come nel caso del distacco del tendine flessore profondo dalla sua inserzione ossea (più frequentemente a carico del dito anulare e negli sport di contatto tipo il rugby) oppure rotture delle pulegge del canale dove scorre il tendine (tipico dell’arrampicata). Tutte queste lesioni vanno riconosciute e riparate chirurgicamente preferibilmente entro 7-10 gg., pertanto è importante recarsi in Pronto Soccorso in caso di ferite anche di piccole dimensioni ed in caso di difficoltà alla flessione delle dita dopo un trauma.

Quale intervento è indicato?

Per procedere alla sutura di un tendine flessore è sufficiente un’anestesia parziale: di plesso, con anestesia di tutto il braccio o “wide awake”, una particolare anestesia locale a partenza dall’avambraccio che elimina la sensibilità ( e quindi il dolore) ma non il movimento, per cui vi verrà chiesto nel corso dell’intervento di muovere le dita per avere un controllo maggiore della qualità della sutura ( nelle lesioni tendinee in cui potrebbe essere utile).

La ferita traumatica viene ampliata per una perfetta visione della lesione ed il moncone prossimale del tendine recuperato (nel caso di lesione a livello delle dita con una seconda piccola incisione a livello del palmo).

Il tendine viene quindi suturato. Attualmente preferiamo una sutura con 4 passaggi all’interno del tendine associata ad una seconda sutura circonferenziale con un filo più sottile per aumentare la tenuta della riparazione tendinea e consentire una precoce mobilizzazione (Fig.3).

Fig.3

Nel caso in cui sia stato sezionato il tendine flessore profondo nella parte più distale del dito non è possibile effettuare questo tipo di sutura ed il moncone prossimale viene reinserito con la tecnica “pull-out”: un filo viene passato attraverso il moncone del tendine e fissato a un bottone sul polpastrello del dito (Fig.4).

Fig.4

Nel caso di rottura delle pulegge del canale digitale è necessario ricostruirle utilizzando un tendine donatore, prelevato a livello del polso (tendine palmare gracile).

Le complicanze di questi interventi sono le aderenze e le rotture secondarie dei tendini suturati. Nel primo caso potrebbe rendersi necessario (dopo almeno 3 mesi) un ulteriore intervento chirurgico (tenolisi). Nel caso di rottura si può procedere ad una nuova sutura (se non è passato troppo tempo ed il tendine non è rovinato) oppure può diventare necessario utilizzare un innesto tendineo (prelevando come “pezzo di ricambio” un tendine che non ha una funzione fondamentale nella mano o nel piede).

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Dopo l’intervento si avrà una doccia gessata sul dorso della mano e del polso da mantenere per 3 settimane per evitare l’estensione completa delle dita.

Dal 3° giorno si dovranno eseguire esercizi di mobilizzazione attiva e passiva di tutte le dita, come vi verrà spiegato al momento della dimissione (la sera stessa dell’intervento o la mattina successiva). È fondamentale eseguire questi semplici movimenti tutti i giorni una volta a casa per evitare che si formino aderenze e che il dito diventi rigido.

Alle 2 settimane verranno rimossi i punti di sutura. Successivamente dovrete idratare la cicatrice con una crema.

Alle 3 settimane, rimossa la doccia gessata, dovrete iniziare la fisioterapia vera e propria.

Quando può essere ripresa una vita normale?

Potrete riprendere la vita normale alle 3 settimane, quando vi verrà rimossa la doccia gessata, ma prima di utilizzare il dito operato per tutte le quotidiane attività, anche di forza, dovranno passare almeno 3 mesi.

I tempi si allungano in caso di ricostruzione delle pulegge (intervento che in realtà eseguiamo molto più raramente).

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Al termine dell’intervento viene posizionato un drenaggio che verrà rimosso il giorno successivo con la prima medicazione. Il pollice è bendato al fine di limitare la motilità completa per una settimana, ma permettere dal 1° giorno l’esecuzione dei movimenti necessari per le attività quotidiane elementari. I punti verranno rimossi in 10-12 giorni. Dopo la guarigione della ferita si dovrà massaggiare la cicatrice con una crema ed effettuare degli esercizi in una bacinella con acqua tiepida. Di solito non è necessario eseguire un ciclo di fisioterapia.

Quando può essere ripresa una vita normale?

La ripresa completa delle attività lavorative avviene entro 2-4 settimane. Bisogna comunque evitare sforzi importanti per 1 mese circa.

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