Prima dell’intervento

ln primo luogo è utile chiedere al chirurgo quanto tempo ci vorrà per recuperare la funzionalità della mano e cosa fare in questo periodo. E’ opportuno ricordare che quando verrà operato/a è necessario che qualcuno la accompagni al nostro Ospedale e che, successivamente all’operazione, venga a prenderla al momento della dimissione, anche se l’intervento viene eseguito in anestesia locale e in regime di Day-Hospital (senza pernottamento). Questo perché anche un intervento di chirurgia minore della mano può causare una temporanea incapacità alla guida di autoveicoli o motocicli. Anche l’utilizzo di mezzi pubblici potrebbe risultare difficoltoso nel post operatorio.

Consigli relativi al vestiario:

  • portare capi di vestiario che possano essere messi e tolti velocemente e senza problemi anche in caso di presenza di medicazioni /stecche /gessi ingombranti (maniche larghe, vestiti senza bottoni, cerniere, …);
  • le scarpe senza lacci sono più facili da calzare;
  • risulterà difficile portare gioielli, catene, bracciali, orologi dopo l’operazione;
  • è meglio portare occhiali piuttosto che lenti a contatto, perchè potranno essere messi e tolti con più facilità.

Procedure prima dell’operazione

  • la mano da operare non dovrà portare gioielli (anelli, bracciali), dovrà essere pulita, con unghie tagliate a raso del polpastrello, con una perfetta pulizia in sede sotto ungueale e rimozione complete dello smalto per unghie o delle unghie artificiali;
  • rimuovere anelli, gioielli e piercing all’appuntamento in sala operatoria. Il personale curante effettuerà una verifica e per garantire una corretta igiene potrà intervenire nelle pulizie e taglio delle unghie delle mano da operare;
  • in caso di febbre o malessere generale il giorno precedente all’intervento avvisare il chirurgo che deciderà sull’operabilità o meno;
  • in caso di assunzione di farmaci antiaggreganti (Cardio Aspirina) o anticoagulanti (Marcoumar /Sintrom /Coumadin) avvisare il chirurgo (perchè in gran parte dei casi dovranno essere sospesi 7-10 giorni prima dell’intervento);
  • per qualunque intervento compreso tra le ore 8 e le 0re 14 bisognerà presentarsi a digiuno (liquidi compresi) delle ore 23 del giorno precedente, evitando di fumare almeno il giorno antecedente l’intervento: l’effetto della nicotina può creare problemi di circolazione che talora possono influire negativamente sui risultati della procedura chirurgica;
  • se la mano operata è quella dominante potrà persistere una difficoltà temporanea a scrivere con chiarezza;
  • nei giorni antecedenti l’intervento provare a trascorrere alcune ore con il braccio avvolto da un foulard legato al collo. In questo modo proverà personalmente cosa modificare in casa o al lavoro dal punto di vista della logistica, rimozione di barriere architettoniche e abitudini. Si renderà così meno problematico il recupero e più efficiente la vita quotidiana e lavorativa malgrado l’handicap temporaneo.

Dopo l’intervento

  • la prima medicazione avviene, indicativamente: il giorno dopo l’intervento in caso di permanenza in ospedale durante la notte. Da qualche giorno fino a una settimana dopo l’intervento in caso di procedure svolte in regime di Day-Hospital con dimissione in giornata. La rimozione dei punti di sutura avviene indicativamente tra 8 e 15 giorni dopo l’intervento. Fino alla prima medicazione la mano e la medicazione non devono essere bagnate. Successivamente, le ulteriori indicazioni riguardo al decorso dovranno essere richiesto al chirurgo a seconda dei vari interventi;
  • le articolazioni che non vengono bloccate da tutori o stecche possono e devono essere mobilizzate senza problemi;
  • nell’immediato post-operatorio è molto importante evitare comportamenti scorretti che possano pregiudicare la cicatrizzazione cutanea e il risultato chirurgico finale, ad esempio: fumare. La nicotina contenuta nelle sigarette ha un potenziale vasocostrittore che limita l’afflusso di sangue ai tessuti, rallentando e pregiudicando la guarigione delle ferite, in modo particolare in sede di intervento chirurgico dove i tessuti sono già stati “alterati” e “traumatizzati” dal passaggio del bisturi del chirurgo;
  • per qualche giorno l’arto operato dovrà essere mantenuto elevato, con il gomito flesso e la mano più in alto del livello del cuore: il palmo delle mano deve avvicinarsi il più possibile alla spalla del lato opposto;
  • opportuni provvedimenti dovranno essere intrapresi per mantenere con dei cuscini le posizione corrette anche durante la notte. Tali espedienti sono fondamentali per ridurre il gonfiore delle mano. Il gonfiore o edema della mano è une delle complicanze peggio tollerate delle strutture dell’arto superiore;
  • fondamentale è mantenere le zone vicine e quelle operate pulite per ridurre ulteriormente il rischio di sovra-infezione;
  • se desidera fare la doccia copra con una borsa di plastica il bendaggio effettuato e chiuda con un elastico la borsa a livello del gomito (ma prima chieda al chirurgo se è possibile farlo: in caso di interventi molto delicati questa pratica è sconsigliata);
  • se avverte un eccessivo dolore a livello del bendaggio o presenta qualunque problema non esiti a chiamare il chirurgo;
  • in caso di intervento microchirurgico su vasi e nervi, data l’elevata complessità delle procedure e quindi il delicato decorso post operatorio, oltre all’obbligo di non fumare, è importante mantenere un atteggiamento di rigoroso rispetto delle medicazioni applicate e delle posizioni di immobilizzazione della mano (docce gessate, stecche, etc ). Evitare di mettere il ghiaccio sulla ferita per non creare spasmo delle strutture vascolari su cui il chirurgo ha operato. In generale, è’ utile chiedere al chirurgo altre norme di comportamento e consigli per non pregiudicare il risultato finale della procedura chirurgica.

Considerazioni generali

Quando la mano subisce un trauma (o un intervento chirurgico, cosa che il corpo umano interpreta come un trauma) si produce una reazione infiammatoria direttamente proporzionale all’intensità del trauma stesso. Questo fenomeno infiammatorio non può essere evitato, in quanto rappresenta una attività cellulare indispensabile per la riparazione della lesione riportata. Al contrario, l’edema (tumefazione) che si produce a seguito della reazione infiammatoria può e deve essere controllato. Un eccessivo edema produce una distensione dei tessuti con conseguente dolore e perdita di flessibilità. In queste circostanze la motilità delle articolazioni può essere limitata e dolente, condizione che a lungo termine provoca una rigidità articolare.

Si deve sapere che tutti gli interventi chirurgici presuppongono anch’essi un trauma ai tessuti. Questo trauma è indispensabile per permettere al chirurgo la visualizzazione e la riparazione delle strutture lesionate o patologiche. Il chirurgo realizza una ricostruzione la più atraumatica possibile conferendo un potenziale di guarigione alle strutture. Esegue le operazioni per correggere alcune lesioni traumatiche, congenite, tumorali, degenerative, etc. In qualunque caso realizzerà tale intervento nel modo meno traumatizzante possibile e riparerà con precisione tutte le strutture anatomiche patologiche o lesionate (ossa, legamenti, tendini,nervi, pelle, ecc).

In molti casi, dopo l’intervento seguirà un periodo di immobilizzazione della mano variabile da caso a caso. Tale immobilizzazione potrà essere realizzata con semplice bendaggio o mediante l’utilizzo di presidi come fissatori esterni o fili di immobilizzazione articolare, o con un gesso. Un gesso, una stecca gessata o metallica, presenta i seguenti vantaggi:

  • si modella e si adatta perfettamente alle pieghe delle mano;
  • permette di applicare une pressione moderata unicamente sulle sede di intervento per evitare la formazione di un ematoma. Al contrario, alcuni bendaggi elastici trasmettono le pressione in modo circolare;
  • protegge le zone operate dagli impatti esterni che possono essere dolorosi;
  • permette di mobilizzare senza dolore le articolazioni lasciate libere;
  • immobilizza le strutture operate in attesa di iniziare la mobilizzazione. Il tempo di immobilizzazione dipende dal tipo di tessuto e delle sue caratteristiche meccaniche di sostegno, dal tipo di intervento e da molti altri fattori che sono assai variabili. Indicativamente, la pelle richiede un periodo di immobilizzazione di una settimana/dieci giorni, i muscoli e i legamenti 3 settimane, l’osso da 4 e 8 settimane.

Dopo una prolungata immobilizzazione sarà necessario iniziare e muovere le articolazioni. Per questo è molto importante minimizzare le fibrosi e immobilizzare il minor numero di articolazioni per il minor tempo possibile.

Se avrà seguito tutti i consigli precedenti il dolore e l’infiammazione saranno minimi. In tal caso anche la mobilizzazione delle articolazioni risulterà assai semplice.
Segua i consigli e le indicazioni sulla terapia riabilitativa che le fornirà il chirurgo e il medico fisiatra alla quale sarà affidato nel caso il tipo di intervento praticato lo preveda. Queste indicazioni saranno diverse da caso a caso.

Nella maggior parte degli interventi chirurgici alla mano, sarà IMPRESCINDIBILE un periodo di rieducazione funzionale (fisioterapia) successiva all’intervento. La rieducazione della mano viene affidata alla professionalità di un medico specialista in FISIATRIA che eseguirà una visita mirata nelle settimane successive all’intervento. Tale visita, qualora indicata, deve essere prenotata immediatamente dopo la dimissione (nel caso in cui non venga direttamente eseguita in ospedale durante il ricovero) La prenotazione potrà essere effettuata o con una richiesta (impegnativa interna) fornitale dal chirurgo operatore o dal medico che la dimetterà dall’ospedale (qualora la visita fisiatrica venga effettuata all’interno del nostro ospedale), o tramite richiesta del suo medico di famiglia (nel caso in cui desideri effettuare la visita fisiatrica in un altro ospedale o struttura più vicina al suo domicilio). Il medico fisiatra, tenendo in considerazione le indicazioni del chirurgo operatore, definirà un piano di cura/percorso riabilitativo, che verrà messo in atto dal fisioterapista nel corso delle seduta di fisioterapia. Il numero di sedute necessarie e la durata complessiva della rieducazione funzionale saranno stabilite dal fisiatra e dal chirurgo operatore in base al decorso clinico e ai progressi raggiunti, tenendo conto di eventuali problemi insorti.

IN CONCLUSIONE DI QUESTO BREVE NOTA INFORMATIVA, SE DESIDERA ALTRE INFORMAZIONI O SE NON SIAMO STATI SUFFICIENTEMENTE CHIARI SU QUALCHE PUNTO, NON ESITI A CHIEDERE ULTERIORI INFORMAZIONI CHE LE POSSANO ESSERE UTILI.
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