Che cos’è una frattura con perdita di sostanza?

Le fratture delle ossa lunghe degli arti superiori e inferiori, a seguito di alcuni tipi di traumi complessi, possono essere complicate da perdite di sostanza.
Queste possono riguardare solo gli strati superficiali cutanei, ma anche tessuti più profondi come muscoli, tendini e le stesse ossa.
In questi casi saranno quasi sempre presenti ampie ferite i cui margini non sono accostabili, con esposizione dei tessuti che rimangono a contatto con l’ambiente esterno. Il danno dei tessuti e la contaminazione esterna possono provocare una serie di complicanze nella guarigione della lesione, da infezioni più o meno gravi a un ritardo di consolidazione dell’osso fino ad una mancata guarigione. La mancanza di una parte dei tessuti (osso o parti molli) richiede poi tecniche ricostruttive più complesse.

Come si tratta?

Come per ogni tipo di trauma, l’obiettivo finale di ogni trattamento è quello di ottenere una guarigione della frattura ripristinando il più possibile l’anatomia cercando di ottenere una rapida e valida ripresa funzionale. In questi casi non sarà solo importante portare a guarigione la frattura ma sarà altrettanto necessario riparare gli altri tessuti, ripristinando una buona copertura della frattura e cercando di ripristinare la funzione delle altre strutture coinvolte.
In questi casi potrebbero essere necessari interventi in più tempi. Il primo intervento chirurgico in urgenza è un intervento di “debridement”, cioè un’esplorazione e pulizia della ferita dalla contaminazione, consentendo così un più accurato bilancio lesionale e la stabilizzazione della frattura con mezzi di sintesi interni o esterni. A questo possono seguire interventi intermedi in cui vengono applicate delle medicazioni occlusive che permettono di mantenere la ferita pulita e consentono ai tessuti di “granuleggiare”, cioè di iniziare un percorso di guarigione. Una volta che l’area interessata dalla perdita di sostanza è pulita, senza apparenti infezioni, può essere intrapreso il trattamento definitivo che consiste nella copertura con materiali sintetici o biologici.
Nel caso di perdite di sostanza molto superficiali, sarà infatti possibile utilizzare delle membrane artificiali che portano a guarigione gli strati sottostanti fino a quando non sarà possibile coprire la zona con innesti cutanei sottili che possono essere prelevati da altre parti del corpo.
Nel caso invece di perdite di sostanza più importanti e con coinvolgimento profondo, sarà necessario utilizzare quelli che vengono definiti “lembi di copertura”. Un lembo è una porzione del nostro corpo che può essere costituita solo da strati superficiali cutanei o anche da ossa e muscoli, che possono essere prelevati da un’area sana per essere utilizzati come copertura e sostegno dell’area interessata dal trauma.
Questi sono interventi complessi che vanno valutati in relazione allo stato di salute generale del paziente e alle condizioni locali e si avvalgono di tecniche ortopediche, plastiche e microchirurgiche.

Cosa succede dopo l’intervento chirurgico?

Quasi sempre è necessario un ricovero ospedaliero che consenta di monitorare lo stato locale dell’arto interessato per diversi giorni. Il ricovero è tanto più lungo e le cure secondarie complesse quanto maggiore è stata la compromissione iniziale dei tessuti con difficoltà al ripristino della lesione fino a necessitare interventi complessi come lembi richiedenti tecniche microchirurgiche di trasferimento tissutale.
Saranno inoltre necessarie diverse medicazioni e controlli ambulatoriali e un lungo percorso di fisioterapia, soprattutto se vi dovesse essere una grave lesione osteo-articolare che allunga i tempi di recupero e guarigione.
Nonostante vengano prese più precauzioni possibili nei confronti delle infezioni, queste sono complicanze possibili in questo tipo di trauma che possono condurre a quadri di non guarigione o di osteomielite (infezione) cronica.

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