Cos’è il dito a scatto (tenosinovite stenosante dei flessori)?

È una malattia infiammatoria dei tendini flessori delle dita. Se il tendine aumenta di volume a causa di un processo infiammatorio c’è una progressiva difficoltà di scorrimento all’interno del canale digitale. Il canale digitale è costituito da una serie di 5 anelli fibrosi entro i quali scorrono i tendini dal palmo della mano sino all’apice di ogni dito.

Fig.1 – le pulegge

Il passaggio dei tendini inizialmente avviene a fatica provocando dolore ed una sensazione di crepitio oppure avviene improvvisamente con il classico “scatto”. Il ripetersi di questo passaggio difficoltoso determina il persistere dell’infiammazione e quindi il persistente aumento di volume dei tendini, creandosi così un circolo vizioso che mantiene il processo infiammatorio.
Il “dito a scatto” compare il più delle volte spontaneamente, senza causa apparente. A volte può essere secondario a traumi della mano o compare in associazione a malattie come il diabete, la gotta, il morbo di Dupuytren, l’artrite reumatoide o l’artrosi della mano. L’età più colpita è tra i 40 e i 60 anni. Può colpire anche i bambini nei primi mesi di vita, solitamente a livello del pollice che appare bloccato in flessione.

Quali sono i sintomi?

Il sintomo principale è il movimento doloroso del dito, spesso accompagnato dal tipico “scatto”. Lo “scatto” viene di solito avvertito il mattino quando, al risveglio, il dito o le dita appaiono flesse nel palmo e il paziente è costretto a compiere un discreto sforzo per eseguire l’estensione del dito. A volte è necessario utilizzare l’altra mano per estendere il dito. Tale sintomatologia gradualmente diminuisce durante la giornata e durante l’attività lavorativa, per poi ripresentarsi il mattino successivo. La palpazione nella regione palmare, in corrispondenza della puleggia A1, spesso rivela la presenza di un nodulo che si muove durante il movimento del dito. In uno stadio avanzato il dito può risultare bloccato in estensione o flessione. A volte la palpazione del palmo della mano lungo il canale digitale può provocare dolore e svelare un semplice processo infiammatorio del tessuto sinoviale che circonda il tendine e che viene denominato “tenosinovite”. In tal caso il movimento del dito può avvenire con una sensazione di crepitio ma senza effettivo “scatto”.

Come si cura?

Nelle fasi iniziali il riposo, l’utilizzo di un tutore notturno di posizione, cicli di fisioterapia e la terapia medica antiinfiammatoria (FANS o Cox-2), possono dare un beneficio almeno parziale. Al persistere della sintomatologia si possono effettuare 2 infiltrazioni di cortisone ed anestetico a distanza di 10 gg. una dall’altra con risoluzione del quadro clinico in circa il 70% dei casi. Nelle fasi avanzate, se le terapie conservative non sono state efficaci e la sintomatologia dolorosa si aggrava, c’è indicazione all’intervento chirurgico.

Quali interventi sono indicati?

Il trattamento consiste nella liberazione dei tendini tramite l’incisione della parte prossimale del canale digitale a livello della 1° puleggia (Fig. 1). L’incisione, di 2 cm. circa, è trasversale al palmo. L’intervento, di durata inferiore ai 15 minuti, viene eseguito in anestesia locale.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Il paziente potrà muovere tutte le dita immediatamente dopo l’intervento, ma non utilizzare il dito operato. Sarà importante mantenere la mano in alto per i primi giorni e nella prima settimana sono da evitare i lavori manuali. I punti saranno rimossi ai 10-12 giorni. Dopo la guarigione della ferita si dovrà massaggiare la cicatrice con una crema ed effettuare degli esercizi di mobilizzazione in acqua tiepida.
Nel caso di scatto presente da molto tempo o nel caso di blocco in flessione del dito, il recupero dell’ estensione completa può richiedere diversi mesi (anche 6), con la possibilità di dover eseguire un ciclo di fisioterapia ed utilizzare un tutore per estensione.
A volte il dito a scatto può ricomparire in altre dita della stessa mano o nella mano controlaterale.

Quando può essere ripresa una vita normale?

La ripresa completa delle attività lavorative avviene entro 2-4 settimane.

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