Nel panorama delle sindromi da compressione dei nervi dell’arto superiore (sindromi canalicolari), oltre alle più frequenti sindromi del canale carpale, del canale cubitale e del canale di Guyon, esistono altri quadri clinici meno comuni che ne condividono in parte le caratteristiche e l’eziopatogenesi ma che differiscono nei disturbi creati al paziente per il nervo o il segmento di nervo coinvolto.

COMPRESSIONE DEL NERVO MEDIANO AL LEGAMENTO DI STRUTHERS

Si tratta di una forma rara di sofferenza del nervo mediano a livello del braccio. Il nervo risulta compresso da un legamento (legamento di Struthers) che, quando presente, si trova nella porzione antero-mediale del braccio subito prossimalmente al gomito, e prende origine da un anomalo tubercolo osseo presente in meno del 2% della popolazione.
Il quadro clinico che ne deriva consiste in una sintomatologia dolorosa localizzata nella porzione interna del braccio e dell’avambraccio esacerbata dall’estensione del gomito, accompagnata da deficit sensitivo-motori del nervo mediano di varia entità, con addormentamento del pollice, indice e medio e deficit di movimento del pollice, ma a differenza della sindrome del tunnel carpale il test di Phalen risulta negativo e il segno di Tinel viene evocato a livello della regione mediale del braccio (sede della compressione).
La diagnosi è clinica, radiografica (presenza dell’esostosi) ed elettromiografica.
Il trattamento consiste nella sezione del legamento con liberazione del nervo mediano e nell’eventuale rimozione dell’esostosi se voluminosa.
Successivamente è prescritto un breve periodo di riposo funzionale in attesa della guarigione dei tessuti molli seguito da una fase riabilitativa.

SINDROME DEL PRONATORE ROTONDO

Il nervo mediano nel suo decorso discendente lungo l’arto superiore può risultare compresso anche a livello della porzione anteriore del terzo prossimale dell’avambraccio, tra i due capi del muscolo pronatore rotondo.
La sofferenza nervosa può derivare da molteplici situazioni: anomalie dell’anatomia muscolare, eventi traumatici con conseguente formazione di ematomi o fibrosi localizzata, microtraumatismi ripetuti legati a particolari attività lavorative, ipertrofia del muscolo pronatore rotondo.
Ne consegue una sintomatologia dolorosa localizzata sulla zona anteriore dell’avambraccio in sede prossimale, esacerbata dal movimento di pronazione contro resistenza e dalla flessione del polso. Si possono associare formicolii nel territorio di pertinenza del nervo mediano ma, a differenza della sindrome del tunnel carpale il test di Phalen risulta negativo e il segno di Tinel viene evocato a livello del terzo prossimale dell’avambraccio (sede della compressione). Spesso è presente debolezza muscolare con difficoltà di pronazione e di flessione delle prime tre dita della mano.
La diagnosi è clinica ed elettromiografica. È utile eseguire inoltre un’ecografia o una RMN per completamento diagnostico al fine di escludere la presenza di neoformazioni o altre compressioni estrinseche.
Il trattamento è conservativo nelle fasi iniziali e, in caso di assenza di miglioramento, chirurgico con neurolisi del nervo mediano nel punto di compressione tramite incisione mirata in anestesia periferica.
Successivamente è prescritto un breve periodo di riposo funzionale in attesa della guarigione dei tessuti molli seguito da un’eventuale fase riabilitativa.

SINDROME DI KILOH-NEVIN (O DEL NERVO INTEROSSEO ANTERIORE)

In questa rara sindrome è coinvolto il ramo profondo motorio del nervo mediano, che decorre profondamente nella regione palmare dell’avambraccio.
Il deficit che ne deriva è puramente motorio e consiste nell’impossibilità a flettere l’interfalangea del pollice e l’interfalangea distale dell’indice e del medio. In questo caso il paziente non riuscirà a creare un cerchio col pollice e l’indice le cui falangi distali rimarranno estese (circle sign).
Tra le possibili cause enumeriamo traumi diretti sulla faccia volare dell’avambraccio e ogni tipo di neoformazione che possa comportare una compressione estrinseca sul nervo interosseo anteriore (ematomi, lipomi, formazioni cistiche, anomalie vascolari o muscolari, esiti cicatriziali).
La diagnosi è clinica ed elettromiografica, completata spesso da uno studio ecografico o una RM.
Il trattamento dipende dalla causa. Nelle fasi iniziali è indicato un approccio conservativo con riposo funzionale, antiinfiammatori, neurotrofici e fisioterapia. In caso di insuccesso viene presa in considerazione la neurolisi chirurgica.

SINDROME DA COMPRESSIONE DEL NERVO INTEROSSEO POSTERIORE

Questa sindrome coinvolge il nervo interosseo posteriore, uno dei rami terminali del nervo radiale. Essendo un nervo puramente motore, non è coinvolta la componente sensitiva.
La compressione avviene a livello dell’arcata di Fröhse, un inspessimento fibroso del margine prossimale del capo superficiale del muscolo supinatore. Il conflitto è favorito dai movimenti di prono-supinazione dell’avambraccio e comporta dolore sulla porzione postero-esterna dell’avambraccio prossimale esacerbato dalla supinazione contrastata con deficit nei casi più avanzati di estensione delle dita lunghe ma conservazione dell’estensione attiva del polso.
La diagnosi è clinica ed elettromiografica, e può avvalersi di diagnostica strumentale con un’ecografia o una RM al fine di visualizzare eventuali compressioni estrinseche (anomalie vascolari, neoformazioni solide di varia natura, ematomi, gangli cistici, esiti fibro-cicatriziali).
Il trattamento è inizialmente conservativo (tutore di riposo, farmaci antiinfiammatori e neurotrofici, risparmio funzionale, fisioterapia) e chirurgico mediante neurolisi a cielo aperto in caso di assenza di miglioramento dopo alcune settimane-mesi.

SINDROME DI WARTENBERG

Si tratta di una neuropatia compressiva che coinvolge la branca sensitiva del nervo radiale a livello del polso.
La sofferenza deriva dalla compressione del nervo tra il bordo del radio e la fascia tesa fra i tendini del muscolo brachioradiale e dell’estensore radiale lungo del carpo.
La sintomatologia consiste in dolore e parestesie a livello del dorso della prima commissura della mano e dolore prevalentemente nella flesso-pronazione del polso. Il segno di Tinel è positivo a livello della regione stiloidea radiale. Occorre porre attenzione alla diagnosi differenziale con la tendinite di De Quervain.
Fra le possibili cause vi sono le attività sportive o lavorative che comportano movimenti ripetitivi del polso in torsione (es. cacciaviti), esiti di traumi con eventuali malconsolidazioni ossee sottostanti, anomalie vascolari o muscolari, neoformazioni cistiche, esiti di iniezioni, accessi artroscopici o incisioni chirurgiche pregresse, presenza di concomitanti malattie metaboliche quali il diabete.
La diagnosi è clinica ed elettromiografica, e può avvalersi di ulteriore diagnostica strumentale (radiografia, ecografia) in base al sospetto diagnostico.
Il trattamento è inizialmente conservativo (tutore di riposo, farmaci antiinfiammatori e neurotrofici, risparmio funzionale, fisioterapia) e chirurgico mediante neurolisi a cielo aperto in caso di assenza di miglioramento dopo alcune settimane-mesi.

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