Il gomito può diventare rigido in seguito a traumi (artrosi post-traumatica) o per malattie articolari (artrite o artrosi). La rigidità può verificarsi tra omero e ulna, con limitazione della flesso-estensione del gomito, o tra radio e ulna, con limitazione delle rotazioni dell’avambraccio.
Le cause di rigidità possono essere intrinseche all’articolazione, con danno della forma o della superficie articolare, oppure estrinseche, per formazione di ossificazioni eterotopiche attorno all’articolazione e/o retrazioni cicatriziali di capsula articolare e legamenti. Frequentemente si verifica una associazione di cause intrinseche ed estrinseche.
La rigidità si può verificare anche dopo il trattamento chirurgico di una lesione traumatica o non, intervento che consiste sempre in una “riparazione”, senza poter mai ottenere il ritorno allo stato antecedente al trauma o alla malattia.
Concettualmente la migliore articolarità dovrebbe essere raggiunta con una nuova articolazione: una protesi di gomito. Tuttavia i problemi relativi alla stabilità nell’osso e alla durata della protesi non ne consentono un utilizzo libero. Quando è possibile, la riparazione è sempre più valida e non esclude un successivo impianto protesico.

Quali sono i sintomi e come si cura?

La limitazione funzionale del gomito può essere associata a scrosci articolari e a dolore. Anche nel caso della rigidità può essere coinvolto il nervo ulnare, con manifestazioni neurologiche aggiunte (sensitive e/o motorie).
La rigidità viene studiata con la RX, la TC e/o la RM, talvolta si ricorre all’elettromiografia.
Il trattamento è conseguente alle cause di rigidità ed è quindi molto variabile e differente in ciascun caso. Quando la rigidità è importante e non consente al paziente il ritorno ad una normale funzione del gomito la soluzione è quasi sempre un trattamento chirurgico il cui primo approccio consiste nella liberazione del nervo ulnare seguita da una liberazione delle aderenze articolari (artrolisi) e/o delle ossificazioniperi-intraarticolari. Nei casi meno gravi e con un problema prevalentemente intraarticolare si può utilizzare l’artroscopia ma nei casi irrecuperabili si può anche ricorrere alla protesi di gomito.
In tutta la chirurgia del gomito, e ancor più nel trattamento della rigidità, è fondamentale una corretta e costante fisioterapia con una valida collaborazione del paziente.

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