La mancata consolidazione e guarigione di una frattura a distanza di 6 mesi dal trauma viene detta “pseudoartrosi” perché in questi casi i frammenti della lesione ossea risultano uniti da tessuto fibroso e non da tessuto osseo. I frammenti ossei sono scarsamente solidali tra loro, creando talvolta una “falsa articolazione”, da cui deriva il termine che definisce la patologia (pseudoartrosi = falsa articolazione). Questa complicanza è determinata dall’interruzione dei normali processi di guarigione della frattura.
Una pseudoartrosi può verificarsi per una frattura della paletta omerale, dell’olecrano o del capitello radiale.
Le cause che portano al verificarsi di una pseudoartrosi sono molteplici: le condizioni del paziente (fumo, denutrizione, malattie metaboliche, chemioterapie), il tipo di trauma (maggiore è l’energia cinetica del trauma, maggiore è il danno alla vascolarizzazione e quindi alla vitalità dell’osso), il tipo di frattura (pluriframmentaria, scomposta, esposta) e il tipo di trattamento che è stato possibile effettuare.
Le pseudoartrosi possono anche essere settiche, quando complicate da una infezione, come può verificarsi nelle fratture esposte.

Quali sono i sintomi?

I sintomi delle pseudoartrosi sono molto variabili, alcune sono sintomatiche e molto limitanti, altre portano a poco dolore e scarsa limitazione delle funzioni. In alcuni pazienti anziani la pseudoartrosi è asintomatica, con una buona funzionalità del gomito, senza necessità chirurgiche.

Quali interventi sono indicati?

Il trattamento dipende da molti fattori e dal tipo di pseudoartrosi che si presenta.
Spesso si rende necessario un intervento di cruentazione e stabilizzazione del focolaio con dei mezzi di sintesi (placche o viti) associato talvolta ad innesto di osso oppure protesi; se la pseudoartrosi è settica gli interventi necessari possono essere più di uno. Si esegue una prima pulizia per bonificare il terreno, associata ad una mirata e prolungata terapia antibiotica, seguita da una successiva ricostruzione e stabilizzazione dell’osso.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Il recupero funzionale del gomito, dopo qualsiasi intervento di revisione o salvataggio, è sempre notevolmente ridotto.
La possibilità d’insuccesso è elevata e i reinterventi frequenti.

Buy now