Che cos’è la compressione del nervo ulnare?

È una compressione del nervo nel suo passaggio nel canale cubitale (doccia epitrocleo-olecranica), situato nella regione interna e posteriore del gomito; viene infatti anche detta sindrome cubitale.

Può avvenire per svariate cause: gesti ripetuti e continuativi nella pratica lavorativa associati ad una particolare costituzione del gomito (cubito valgo), esiti di traumi, sublussazione cronica del nervo (si avverte uno scatto doloroso ogni volta che si piega ed estende il gomito), presenza di artrosi o di muscoli accessori.

Molto più raramente la compressione sul nervo ulnare può avvenire al polso nel suo passaggio nel canale di Guyon, tra una espansione del legamento trasverso del carpo e l’osso pisiforme. Si parla infatti di sindrome del canale di Guyon. In questo caso spesso le cause sono funzionali, non vi è una compressione vera e propria e si delinea una sintomatologia solo in caso di gesti ripetuti (sport, lavoro specie nell’uso del mouse).

Quali sono i sintomi?

Inizialmente dolore e formicolio sulla superficie interna dell’avambraccio fino al 4° e 5° dito , scossa alla percussione del nervo a livello del gomito come quando si batte il gomito contro una superficie (detto segno di Tinel). Nella fasi iniziali oltre a questi disturbi della sensibilità, si ha la sensazione di avere meno forza nella presa degli oggetti. Nella sindrome di Guyon la percezione di una scossa avviene alla percussione nella regione ulnare della mano (il cosiddetto tallone della mano).

Con il passare dei mesi può comparire atrofia dei muscoli dell’eminenza ipotenar (palmo della mano dal lato del 5 dito), deficit di forza nella flessione del mignolo e nel suo movimento di avvicinamento od allontanamento dalle altre dita, atrofia sul dorso della mano degli spazi fra i metacarpali specialmente nello spazio fra pollice e indice, con difficoltà a trattenere gli oggetti con il pollice.

Questo si verifica perché con il permanere della compressione soffrono anche le fibre motorie che portano l’impulso ai muscoli innervati dal nervo ulnare.

Come si cura?

Nelle forme iniziali si possono utilizzare un tutore a tempo parziale, farmaci (vitamine per il nervo ed antinfiammatori) e nello stesso tempo modificare quelle gestualità ripetute tipiche dell’attività lavorativa o sportiva che causano la sofferenza del nervo con la possibilità di ottenere discreti risultati, ma se a distanza di alcune settimane non si ottiene un miglioramento dei sintomi è indicato l’intervento chirurgico.

Quali interventi sono indicati?

L’intervento si effettua in anestesia plessica ( dall’ascella) con un incisione a livello del gomito di 10 cm. circa. Nei casi più semplici basta liberare e ripulire il nervo stesso da eventuali aderenze (neurolisi) e lasciarlo al suo posto. Nei casi in cui soffre maggiormente, presenta cicatrici sul letto che lo ospita normalmente o si sposta dalla sua sede muovendo il gomito, è necessario trasferirlo qualche centimetro più avanti, ancorandolo sotto la pelle (anteposizione sottocutanea) o creando un tunnel nella muscolatura vicina per proteggerlo maggiormente (anteposizione sottomuscolare). L’intervento dura circa 45 minuti. In determinate circostanze, l’intervento può essere effettuato in endoscopia (tecnica mini-invasiva con liberazione del nervo sotto il controllo di una micro-telecamera) con cicatrici molto piccole e conseguente accorciamento del periodo di inattività. Si può fare solo in casi selezionati.

Cosa aspettarsi dopo l’intervento?

Al termine dell’intervento viene posizionato un drenaggio che verrà rimosso il giorno successivo con la prima medicazione. Il gomito verrà immobilizzato in un bendaggio per una decina di giorni. Si potranno muovere le dita ed il polso ed in modo limitato anche il gomito. Dovrà essere fatta una medicazione intermedia in ambulatorio. I punti verranno rimossi dopo 10-14 giorni.

Alla guarigione della ferita sarà utile massaggiare la cicatrice con una crema base. E’ indicato un ciclo di fisioterapia dopo l’intervento.

Nei primi giorni dopo l’intervento si avvertirà già un miglioramento del dolore che era dovuto alla compressione, ma se erano presenti prima dell’intervento deficit di forza o di sensibilità importanti, il recupero sarà molto lento e progressivo e la mano potrà comunque rimanere un pò più debole dell’altra.

Quando può essere ripresa una vita normale?

Per un’ottimale ripresa funzionale tutto sarà chiaramente subordinato ad età, cause che hanno determinato la compressione ed attitudini lavorative del paziente.

Non si possono riprendere attività pesanti prima di 1 mese.

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