L’epitrocleite, conosciuta più comunemente come gomito del golfista, è meno frequente dell’epicondilite (rapporto 1:7). Si tratta di una sindrome dolorosa dovuta ad una infiammazione con progressiva degenerazione della componente inserzionale dei muscoli epitrocleari (flessori-pronatori) sull’osso da sovraccarico funzionale.
Questi muscoli sono localizzati nella regione mediale dell’avambraccio, originano dall’epitroclea e si vanno ad inserire sul polso e sulla mano, con la funzione di flettere il polso e le dita.
All’inserzione di un tendine sull’osso sono presenti molti ricettori nervosi, causa delle manifestazioni dolorose. L’epicondilite colpisce più frequentemente l’arto dominante, in pazienti tra i 35 e 50 anni, generalmente dediti ad attività lavorative o sportive che comportano sollevamento di pesi e gesti ripetitivi, meno comunemente conseguente ad un trauma diretto o uno sforzo improvviso.

Quali sono i sintomi e come si cura?

La diagnosi è prevalentemente eseguita visitando il paziente. Il dolore è localizzato all’epitroclea e si irradia all’avambraccio lungo i muscoli interessati fino alla mano. Importante escludere altre cause di dolore nella stessa sede (come la sofferenza del nervo ulnare e/o l’instabilità legamentosa del gomito), che richiederebbero diverso trattamento.
Gli esami strumentali, come la radiografia, l’ecografia, la risonanza magnetica o l’elettromiografia, servono a confermare il sospetto clinico e ad escludere altre cause di dolore mediale al gomito.
Nella fase acuta iniziale, in cui è presente solo un processo infiammatorio del tendine, può essere sufficiente un trattamento con farmaci antinfiammatori, sospensione dell’attività sportiva o lavorativa che determina il sovraccarico funzionale, applicazione di un tutore di polso e fisioterapia.

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