L’artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica che colpisce tutte le articolazioni. Il processo infiammatorio comporta una reazione sinoviale intrarticolare con ipertrofia del tessuto sinoviale e accumulo di liquido sinoviale. L’articolazione subisce un danno progressivo che può condurre a deformità e compromissione permanente della funzionalità.
Il gomito può essere coinvolto anche da altre artropatie infiammatorie non-reumatoidi come la gotta, la malattia da depositi di pirofosfato di calcio diidrato (pseudogotta), l’artropatia da idrossiapatite, l’artrosinovite villo-nodulare e l’artrosi primitiva degenerativa.
Tutti fenomeni accomunati da un quadro di sinovite cronica con una più o meno evidente erosione e deformità articolare.

Quali sono i sintomi e come si cura?

Il gomito diventa tumefatto, dolente, rigido o all’opposto instabile. Talvolta può verificarsi l’associata sofferenza del nervo ulnare al gomito stesso.
Come per tutti gli altri distretti anatomici il trattamento non può prescindere da un controllo sistemico della patologia con farmaci che portino ad una stabilizzazione della malattia e, solo in un secondo momento, ad eventuali trattamenti chirurgici iniziando da una sinoviectomia (artroscopica) e neurolisi dell’ulnare, per giungere ad artroplastiche d’interposizione o impianto di protesi di gomito.
In tutte le procedure protesiche del gomito occorre valutare con attenzione la qualità dell’osso che nei pazienti reumatoidi è particolarmente critica per la concomitante presenza di osteoporosi.

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